CI SIAMO TRASFERITI

CI SIAMO TRASFERITI SU : www.alleradici.org

CONTATTI: spazialtri@autoproduzioni.net

Sabato 26 Giugno: Cena Vegan per i rifugi di VitadaCani e Ippoasi

22 Maggio: Tanta rabbia contro Green Hill

http://www.youtube.com/watch?v=E97c9S31KIM 
 

8 MAGGIO 2010: CENA VEGAN BENEFIT

CENA VEGAN
BENEFIT PER GLI ANIMALI
SALVATI DAGLI ALLEVAMENTI


24 APRILE: TUTTI A MONTICHIARI CONTRO LA VIVISEZIONE E GREEN HILL !!!!!!!!!!!

2) IMPORTANTE: PER GLI ATTIVISTI DI COMO E VARESE

Ciao a tutti/e non avendo raggiunto un numero sufficiente
di adesioni, sebbene per poco, abbiamo preferito non confermare
il pullman da Como e Varese, per non correre il rischio
di dover poi sborsare troppi soldi.

Sul pullman in partenza da Milano restano ancora dei posti disponibili,
per cui se siete interessati a spostarvi in pullman prenotatevi a :
mobilitazione24@gmail.com
(partenza da Milano ore 12.30, costo 10 euro)

Molti altri si sposteranno dalle zone di Como, Varese e provincia con le auto,  se siete interessati ad un passaggio o disponibili a condividere l’auto
non esitate a scriverci, cerchiamo di ridurre il piu’ possibile l’inquinamento
e i costi per questo spostamento, trasformandola in un occasione di incontro  e conoscenza  tra attivisti delle stesse zone !

alle...@autistiche.org


I cani di Green Hill non hanno nomi.
Sono solo numeri, tatuati sulla loro pelle.
Non vedranno mai la luce del sole, non sapranno mai com’é
correre sull’ erba, non sentiranno mai odori e profumi..
Allevati in capannoni asettici e sotto luci artificiali,
verranno poi caricati su camion che li trasporteranno
in un laboratorio, di un’ università, o di un’azienda farmaceutica,
magari di un centro di ricerca rinomato…
Subiranno torture, non conosceranno mai affetto, una carezza,
uno sguardo sincero, solo solitudine, terrore, ansia, paura,
per morire nel silenzio, soppressi o "sacrificati"
(come amano dire i vivsettori)
durante un qualche protocollo sperimentale…

250 cani sono tanti… provate a pensarci…

piu’ di 250 cani, quelli che OGNI MESE varcano i cancelli
di GreenHill a Montichiari (Brescia) destinati ai maggiori centri di vivsezione
di tutto il mondo, Italia compresa.
Fatti nascere col solo scopo di torturarli, sfruttarli, ucciderli.
E’ ora di dire BASTA!
 

Resoconto Pasqua Vegan a Como

 
 
 
La pioggia non é riuscita a rovinarci il pomeriggio,

e in tanti abbiamo condiviso il nostro cibo vegan per stada.

Abbiamo diffuso le urla degli agnelli gli istanti
primadi venir uccisi in un macello, 

abbiamo mostrato quanto sia facile e bello mangiare
in modo non-violento ed etico,

abbiamo portato la nostra idea di pace, di condivisione,
e il rifiuto alla morte, allo sfruttamento, al consumismo e allo spreco
 
 
 
 
 

3 APRILE: PASQUA VEGAN A COMO

PASQUA VEGAN A COMO

 Porta in strada e condividi il tuo cibo vegan, la tua creatività,
l’opposizione alla violenza e allo sterminio pasquale degli agnelli,
la tua voglia di un mondo di pace!

Stare insieme, condividere il cibo e il tempo, abbattere i muri dell’
indifferenza, traformare il cibo in occasione di incontro e
solidarietà, sottrarsi alle logiche del consumismo, mangiare con gioia
senza uccidere o sfruttare nessuno.

Questo è il significato dell’ appuntamento di Sabato 3 Aprile, un
momento di condivisione, aggregazione dal basso, ma allo stesso tempo
di denuncia e di critica, un occasione per mostrare che è possibile
mangiare e stare insieme senza bisogno di uccidere, senza la morte
sulle proprie tavole, senza lo sfruttamento di milioni di animali, in
primis in questo periodo gli agnelli, che strappati alle proprie madri
vengono caricati su camion per essere condotti al macello, dove
terrorizzati tra grida e sangue, verranno uccisi.

E sebbene sia spesso la rabbia davanti a tali atrocità a prendere il
sopravvento, abbiamo deciso di creare un momento positivo, un momento
di cambiamento, di gioia nello stare insieme consapevoli di non aver
ucciso nessuno per i propri pasti.

Durante il periodo pasquale si sente parlare ovunque di "Pace"…
Con questo appuntamento vorremmo ricordare che la pace non è un
concetto astratto, ma un
esercizio quotidiano di scelte non-violente ,
coerenti e solidali!

Unitevi a noi, portate la vostra voglia di stare insieme in modo etico
e solidale,  il vostro cibo vegan da condividere
, il vostro rifiuto
allo stermino di miliardi di animali uccisi dall’ industria della
carne e dei prodotti animali.

*MERENDA VEGAN FOODNOTBOMBS ON THE ROAD
*MATERIALE INFORMATIVO
*DISTRIBUZIONE ANTISPECISTA
*PROIEZIONE VIDEO

SABATO 3 APRILE
ORE 15.00 – VIA BOLDONI – COMO
( DAVANTI ALLA COIN)

 

3 APRILE: Distro Benefit al NessunDorma

SABATO 3 APRILE
 

Sabato 3 Aprile, a partire dalle h.22 
saremo presenti con la nostra 
distribuzione
antispecista presso lo spazio 
NessunDorma di Varese, 
in occasione del concerto di 
GENERAL LEVY

Libri, opuscoli, materiale informativo 
su liberazione animale, antispecismo, 
vivere vegan, magliette, video & more, 
tutto benefit per gli animali 

SABATO 3 APRILE
A PARTIRE DALLE  22:00
C/O NESSUN DORMA
VIA MERANO 5
VARESE
 

Per le indicazioni stradali clicca QUI   

Vi aspettiamo numerosi!! 

La voce di Joy

 

ASCOLTA LA TESTIMONIANZA DI JOY 

Ha denunciato per violenza sessuale un ispettore di polizia del centro di identificazione ed espulsione di Milano. E oggi, con molta probabilità, prenderà un volo per la Nigeria. Espulsa.
Joy, ventotto anni, nigeriana, nei gi orni scorsi era stata trasferita dal Cie di Modena a Ponte Galeria (Roma) dove ha ricevuto la visita del personale dell’ambasciata nigeriana che ha concesso il nulla osta alla sua espulsione. Con un annuncio inequivocabile:«Domani prenderai l’aereo».
A poco è servito l’intenso lavoro degli avvocati Losco e D’Alessio, che continuano a denunciare «le stranezze» della vicenda e parlano di «canale negativo privilegiato». Joy dovrebbe rimanere in Italia, e non solo per seguire il procedimento a carico dell’ispettore Vittorio Adesso che, come ha raccontato la ragazza, nei primi giorni di agosto 2009 sarebbe entrato nella sua stanza al Corelli e avrebbe cominciato a toccarla. La ragazza, a Modena stava cominciando le pratiche per denunciare i suoi sfruttatori e ottenere così un permesso di soggiorno solitamente riconosciuto alle vittime della tratta. Nemmeno quello è servito. E non basta neppure, alle autorità italiane, che il giudice di pace di Como debba ancora pronunciarsi sul ricorso contro l’espulsione presentato dai legali.

Le «stranezze» della storia di Joy sono molteplici. Condannata per la rivolta al Corelli dello scorso 13 agosto e rinchiusa nel carcere di Como, negli ultimi giorni prima del suo rilascio la direzione della penitenziaria vietò ai suoi avvocati di incontrarla perché, a loro dire, la ragazza aveva deciso di cambiare legale. Il giallo fu risolto pochi giorni dopo, su insistenza di Losco e D’Alessio: Joy non aveva revocato l’incarico, era stato un «errore burocratico». Fortunatamente, prima della scarcerazione, riuscì a vedere Losco e formalizzare la denuncia per violenza sessuale nei confronti di Addesso. Il fascicolo, affiancato a quello per calunnia presentato dall’ispettore contro Joy, deve ancora essere assegnato. Il 16 febbraio, alla scadenza della pena, fu scarcerata alle due del mattino, di nascosto, e portata velocemente alla Questura di Como e poi, altrettanto velocemente al Cie di Modena. E’ stata anche avanzata una richiesta di permesso di soggiorno per motivi di giustizia, ma finora la Procura non ha dato una risposta. E nessuna risposta dalla Questura di Roma, alla quale i legali hanno inviato un ultimo fax per scongiurare l’espulsione. «Non l’abbiamo mai ricevuto», dicono.
Insomma, una serie di coincidenze negative che fanno pensare agli avvocati che «un interesse superiore» si sia mosso per allontanare definitivamente Joy dal suolo italiano ed evitare che sia presente al primo eventuale processo di una straniera rinchiusa nei Cie contro un agente accusato di violenza sessuale. Quella notte, al Corelli, la compagna di stanza della donna vide tutto. Si chiama Hellen, ed è rinchiusa a Ponte Galeria in attesa, anche lei, di espulsione. Sarà molto difficile riportare Joy in Italia. Per farlo occorrerà un visto di ingresso, e le procedure sono farraginose. Per protesta contro l’imminente espulsione di Joy, gli antirazzisti milanesi hanno deciso di volantinare a piazza Cadorna (/indymedia)

Resoconto presidio: Lettera di un Animale

 

 

 
 

Spesso durante le nostre proteste, sfoghiamo la nostra rabbia e il

nostro dolore, il nostro senso di impotenza davanti a tanta sofferenza

e a tanta indifferenza. E spesso si potrebbe pensare che a muoverci


sia un generale senso di pietà o indignazione, piuttosto che


fanatismo o estremismo, come dice qualcuno.

Quello che ci muove è invece il dolore, per la morte silenziosa anche in

questo istante di migliaia di animali, è la rabbia, per la profonda


ingiustizia di questo sistema, ed è il sogno, quello di libertà, per


tutti gli individui umani e non umani sfruttati, imprigionati ed

uccisi, solo per il profitto  di pochi, e l’indifferenza di molti.

Portiamo dentro di noi la tensione per un mondo diverso, piú giusto,


piú libero,  ed è questa che ci da la forza di non arrenderci e


piegarci al peso del dolore e di tutti gli orrori che ci circondano.


Oggi vojamo portare in queste strade la voce di chi non ha mai diritto

di parola, la voce degli animali, milioni ogni anno, uccisi solo per


diventare inserti di pelo su cappucci, maniche, giacche intere,


cappelli, sciarpe, capi d’abbigliamento. Vorremmo che a parlare per

una volta siano loro, vittime di una strage silenziosa a cui non viene

mai dato spazio, a cui viene negato ogni diritto di replica, di cui


nessuno parla mai. E lo vogliamo fare leggendo una lettera.


Sono fortunato, perchè vivo e muoio non sapendo il senso di tutto il

mio dolore. E come me, sono fortunati i miei compagni, a migliaia,

nelle gabbie tutte in fila dopo la mia…Giá, siamo fortuntai, perchè


nessuno ci dirà mai che la nostra libertà e la nostra vita ci vengono


negate, solo per diventare una giacca, un pon pon su un cappello, una

bordatura di un cappuccio, la rifinitura di un colletto. La pelliccia

e gli inserti in pelo van di moda e a voi  piace comprarli e


indossarli. E’ per questo che noi, tutti noi qui, muoriamo.
Indossate il pelo di mia madre, di mio padre, dei miei fratelli e sorelle, dei

miei amici. E spesso, nemmeno ve ne accorgete. Ma loro sono morti.

So che per fare pellicce intere, quelle piú "eleganti", che indossate


per sfoggiare la vostra bellezza e il vostro lusso, servono centinaia


di
noi, centinaia di nostri corpi scuoiati e martoriati, centinaia di vite
infrante. 



Gli umani, tra tutti gli animali, sono quelli che capisco


meno, sono convinti che la bellezza sia un abito, un cappotto

indossato e non si accorgono che non c’è nulla di bello, nel portare


addosso qualcosa prodotto con la morte e la sofferenza di altri, siano

visoni, conigli, volpi, cincillà, piuttosto che umani loro simili,

spesso costretti a prigionia per produrre merci superflue per i paesi


ricchi.


Dalle sbarre della mia gabbia, quando la porta del capannone viene

lasciata aperta, vedo una luce splendente, calda, mi illumina gli

occhi, è la luce del sole, vorrei poterla sentire sul mio muso, sul mio


pelo. Ma poi la porta si chiude, e resta solo l’odore nauseante e la


penombra.
Le zampe mi si lacerano sulla griglia metallica della mia gabbia,



non
ho nemmeno lo spazio per muovermi o sgranchirmi, sto qui, immobile,



 insieme ai miei compagni, giorno dopo giorno, mi sembra di impazzire,



 non ho nemmeno piu la forza di reagire.
Non so com’ é morire ed ho paura.


Ogni giorno sento le urla
dei miei compagni afferrati ed uccisi,



sento il loro dolore, e so che
prima o poi toccherà anche a me,


ma nonostante tutto c’é ancora una
piccola
parte dentro di me, nel profondo, che spera e sogna, di poter un giorno,

correre libero nell’ erba fresca.

 

Ma ora, ora lo so, che il mio destino é un’ altro.


Sarò la tua
sciarpa, il tuo cappotto, saro’ la pelliccia che indossi ogni giorno,



su cui passi le tue mani, pensi sia morbida, pensi sia bella, elegante,



vorrei che ogni volta che la indossi tu possa sentire l’odore che ho
sentito io tutta la vita,



il male che ho provato, la sofferenza della
prigionia, il dolore di una morte violenta.

 

Tu mi hai imprigionato, tu mi ha torturato, tu mi hai ucciso,


tu che ora mi indossi, tu che hai pagato e comprato la mia morte."